Palazzo Forti 2026
La restituzione al pubblico dello storico complesso architettonico, precedente sede della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, è avvenuta attraverso un percorso articolato in più fasi, ciascuna delle quali ha visto il recupero graduale di diversi luoghi del Palazzo.
Dapprima sono stati resi nuovamente accessibili Piano Terra e Piano Nobile, sottoposti ad interventi di riordino e pulizia, ad opere edili, di idraulica e di tinteggiatura. Successivamente sono stati trasformati in spazi espositivi anche la Sala delle Vasche – spazio ottocentesco ed ex rimessa per cavalli, utilizzata come sala conferenze durante la vita museale del Palazzo – e il terzo piano. Quest’ultimo, un tempo sede degli uffici amministrativi, è divenuto per la prima volta nella sua storia è spazio dedicato alla sperimentazione.
Infine, è stata recuperata la celebre area archeologica, riaperta al pubblico dopo dodici anni di inagibilità grazie agli interventi di restauro della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza.
Diverse riaperture, accompagnate a loro volta da una serie di progetti e iniziative di alto profilo scientifico e culturale, che hanno permesso al pubblico di ritrovare (o di scoprire per la prima volta) la magia di Palazzo Forti e di immaginare, di nuovo, un possibile futuro corso per questa magnifica sede.
Di seguito, tutti i progetti espositivi e i format ospitati a Palazzo Forti dall’inizio dell’anno a oggi.
Ápeiron | Senza confini
a cura di Patrizia Nuzzo e Isabella Brezigar
31 gennaio – 31 ottobre 2026

Un progetto espositivo dal respiro internazionale, concepito come spazio di ricerca, apertura e confronto.
Il percorso si sviluppa attraverso le sale al Piano Nobile, dove gli ambienti storici si trasformano in luoghi di dialogo e risonanza, in cui le opere e le installazioni di importanti protagonisti della scena artistica contemporanea, come Vanessa Beecroft, Cindy Sherman, John Isaacs, Maïmouna Guerresi e Sol LeWitt, intrecciano nuove narrazioni con la memoria del luogo e con le sensibilità del presente.
Provenienti dalla collezione civica della Galleria e dalla collezione di Fondazione Cariverona, i lavori in mostra interrogano le tensioni e le complessità della società attuale.
Voci Forti
progetto di Patrizia Nuzzo
7 febbraio – 18 aprile 2026
Legato alla mostra Ápeiron | Senza confini, il format ha esaltato il rinnovato confronto tra passato e presente, tra confluenze architettoniche di epoche diverse e linguaggi dell’arte di oggi, scaturito dall’allestimento delle opere d’arte contemporanea negli spazi di Palazzo Forti.
Esperti, storici dell’arte e professionisti – che per oltre venticinque anni hanno contribuito alla vita e alla valorizzazione dell’edificio e della collezione – hanno accompagnato i visitatori attraverso visite guidate esclusive, profondamente radicate nel patrimonio storico, artistico e identitario della città, e aperte a una riflessione senza confini sul nostro tempo.
Materia | Volumi in dialogo
CHIMERA. Novello Finotti
a cura di Patrizia Nuzzo e Isabella Brezigar
Sala delle Vasche
10 luglio – 31 ottobre 2026

Nella suggestiva Sala delle Vasche ha preso avvio Materia | Volumi in dialogo, il format espositivo dedicato ai linguaggi della scultura contemporanea. Il ciclo si è aperto con CHIMERA. Novello Finotti, mostra dedicata a uno dei maggiori interpreti della scultura italiana e artista veronese di riconosciuto profilo internazionale. Come la creatura mitologica che dà il titolo all’esposizione, ibrida e mutevole, l’opera di Finotti fonde elementi apparentemente inconciliabili, dove memoria classica e sensibilità contemporanea, quotidianità e sogno, armonia e inquietudine convivono in un equilibrio sospeso tra realtà e visione.
Serate Forti
progetto di Patrizia Nuzzo
10 luglio – 28 agosto 2026
Per tutta l’estate Palazzo Forti ha sperimentato un’apertura straordinaria – dalle 18.00 alle 24.00 – per vivere l’arte dopo il tramonto, dove una serie
Nato dall’incontro tra cultura e socialità, il calendario di serate si è rivolto in particolare ai più giovani, con un palinsesto che ha visto alternarsi nel cortile principale eventi di cinema, musica e letteratura curati da esperti e professionisti dei diversi settori. Un’alternativa dinamica e accessibile alla vita notturna veronese, dove tempo libero e tempo culturale si sono arricchiti a vicenda.
Progetti Sperimentali
Terzo piano
26 settembre – 31 ottobre 2026
Elena Guerreschi, The Lawn
a cura di Laura Lorenzoni e Andrea Facco
progetto realizzato da Accademia Cignaroli

The Lawn è un’installazione dell’artista Elena Guerreschi, esito di una ricerca che nel 2024 le ha valso il primo premio nella mostra Memorie e sguardi attuali allestita nella sede di Habitat 83.
Presentata per la prima volta al pubblico in questa occasione, l’opera è nata da una riflessione sul rapporto tra natura e artificio, in un contesto in cui il paesaggio è sempre più il risultato di processi di progettazione e controllo.
Lascia un segno
a cura di So Bright
in collaborazione con Adalberto Lonardi

L’iniziativa Lascia un segno invita i visitatori di ogni età, a conclusione della visita guidata lungo i vari percorsi espositivi del Palazzo, a lasciare un segno – una parola, un disegno – nato dalle emozioni suscitate dalle opere viste.
L’esperienza della visita si trasforma così in una traccia condivisa e polifonica, dove ogni voce è libera di emergere e intrecciarsi a quella degli altri: un progetto che mette al centro la condivisione, la libertà e il senso di comunità che appartengono a Palazzo Forti fin dalle origini.
Affioramenti. I Basaldella tra segno, materia e spazio
progetto in collaborazione con: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, Fondazione Cariverona, Fondazione Archivio Afro, Galleria dello Scudo
Area archeologica
1° ottobre – 31 ottobre 2026

Un progetto espositivo che ruota attorno ad un nucleo di sculture di Mirko Basaldella, a cui si affiancano due opere dei fratelli Afro e Dino. Allestite nello spazio dell’area archeologica di Palazzo Forti, le opere convivono con le vestigia di epoca romana, mettendo in relazione la memoria sedimentata nell’antico e quella generata dalle opere dei tre fratelli, protagonisti dell’arte italiana del Novecento. In questo modo, il percorso invita a guardare il luogo attraverso l’arte e l’arte attraverso il luogo.