John DoeJohn DoeArtwork Title, 2023Artwork Title, 2023Jane SmithJane Smith
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2025
3600,00 €
tempera e pittura ad olio su tela
160 × 119 cm (62,4 × 46,41 in)
Dal ventre di una gigantesca conchiglia, sospesa in un ambiente lattiginoso, fuoriesce una massa pulsante di corpi. Il rosso porpora domina la composizione e anima la conchiglia, che assume l’aspetto di una materia organica, carnale, attraversata da protuberanze sensibili. La luce, il pulviscolo e le pennellate fluide avvolgono la scena, restituendola come un respiro sospeso.
Il titolo La goccia del diluvio rimanda a un singolare ritrovamento avvenuto nel 1720 presso il Colle della Guardia, a Bologna. All’interno di un deposito fossilifero venne rinvenuta una conchiglia silicizzata che custodiva, sigillata da uno strato di agata, una piccola cavità colma d’acqua, interpretata all’epoca come una goccia proveniente dal Diluvio Universale.
A partire da questo episodio, l’opera evoca il legame viscerale tra l’essere umano e l’acqua. L’analogia delle forme, la dimensione onirica e la familiarità di un ambiente quasi amniotico suggeriscono un continuo fluire tra nascita, trasformazione e dissoluzione. La storia dell’esistenza umana sembra così collocarsi simbolicamente tra la prima e l’ultima goccia di una coscienza universale.
Nota espositiva L’opera è stata esposta nella mostra personale Olga Lepri. Conchiglie. Corpi Mirabili, Venezia, 2025–2026.
La ricerca dell’artista si sviluppa attraverso pittura, disegno e immagine animata, con particolare attenzione al segno grafico, al movimento e alla trasformazione delle forme.
Al centro del lavoro c’è il corpo, osservato non come qualcosa di fisso, ma come una struttura capace di cambiare, fondersi con altre forme e creare nuove immagini. L’artista riflette così sul rapporto tra corpo, identità, percezione e natura, esplorando il confine tra ciò che è reale e ciò che può essere immaginato.
Negli ultimi lavori, la ricerca si concentra soprattutto sulla conchiglia, vista come una piccola architettura naturale e come metafora del corpo. Le sue forme, i rilievi e la struttura a spirale diventano spunti per creare nuove associazioni tra mondo umano e naturale. La spirale richiama anche la coclea, legata all’udito e alla percezione.
La conchiglia diventa quindi simbolo di rifugio, trasformazione e mistero, ma anche una forma capace di mettere in relazione interiorità e mondo esterno. Attraverso questo elemento, l’artista continua a indagare il rapporto tra essere umano e natura.
BIOGRAFIA
Olga Lepri (1997), cresce a Bruxelles dove consegue il diploma di Baccalaureato alla Scuola Europea nel 2015. Nel 2021 completa il ciclo accademico magistrale e specialistico in Pittura e Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia e, nel 2022, consegue un Master in Curatela e Gestione dell’Arte presso la Luiss Business School di Roma. Attualmente vive e lavora nel suo studio in Umbria.
Nel 2017 la sua animazione pittorica VISITOR vince il Premio Mascha Starec nell’ambito delle Giornate Animate di Venezia. Nel 2023 è finalista al Premio Combat e ottiene l’opportunità di una residenza artistica presso Paratissima Factory di Torino. Nel 2026 è finalista del premio internazionale CREA OPEN di Venezia, ricevendo una Menzione Speciale per la qualità della ricerca artistica.
Nel 2026 presenta il progetto personale Olga Lepri. Conchiglie. Corpi mirabili. I suoi lavori sono inoltre protagonisti delle collettive Préludes o della forma in-attesa, Apparizioni. Il sogno dell’Infinità e Aldilà Sarà, quest’ultima presso Spazio Berlendis.
Nel 2024 presenta le mostre personali Etereo, presso il Museo Archeologico di Calatia (CE), a cura di Maria Giuseppa De Filippo, e Risvegli, a Foligno (PG), a cura di Valeria Cirone.
Tra le principali mostre collettive figurano Mystica Visio. San Francesco, Jacopone e le arti, a cura di Massimo Mattioli, a Todi; Aldilà Sarà, presso Spazio Berlendis; Apparizioni. Il sogno dell’Infinità e la tripersonale al femminile Préludes o della forma in-attesa; Le Diable au Corps (2024), a cura di Daniele Capra e Massimo Mattioli; Aere (2024), nell’ambito della rassegna Isola Prossima presso il Museo della Penna di Perugia, a cura di Massimo Mattioli; Linee D’Umbria 2 (2024), alla Rocca di Umbertide – Centro d’Arte Contemporanea, a cura di Giorgio Bonomi e Sofia Codini.
Nel 2023 partecipa inoltre a Première, progetto curato da Luca Beatrice che riunisce nove artisti rappresentativi della pittura emergente italiana presso E.A.H. – Eataly Art House di Verona in occasione di ArtVerona; alla mostra Infra-ordinario contemporaneo, a cura di Valeria Cirone e Valentina Coppola, nell’ambito di Paratissima 2023; e alla collettiva Equivoci, presso Galleria Gare 82, a cura di Paola Rivetta e Federica Picco.
Nel 2020 prende parte alla collettiva Arcipelago Aperto presso i Magazzini del Sale di Venezia, curata da Miguel Mollol, Julia Terzano, Martina Cavallarin e Daniele Capra.
Parallelamente alla pratica artistica, Olga Lepri ha collaborato con la rivista americana The Brooklyn Rail e con la galleria francese Galerie Nathalie Obadia a Bruxelles. Ha inoltre collaborato alla didattica del corso di Anatomia Artistica del professor Mauro Zocchetta presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia.
È inoltre previsto un prossimo progetto espositivo personale presso gli uffici Fideuram – Intesa Sanpaolo di Foligno.