John DoeJohn DoeArtwork Title, 2023Artwork Title, 2023Jane SmithJane Smith
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2025
3500,00 €
Inchiostro e pittura ad olio su tela
149 × 125 cm (58,11 × 48,75 in)
Un flusso di corpi antropomorfi scivola, come un pensiero o un impulso, attraverso un ambiente organico fatto di nervature e organuli sospesi. Lo spettatore è immerso all’interno di un organismo e ne assume la prospettiva interna, come se osservasse il mondo dal cuore stesso dei suoi tessuti. Questa dimensione di profonda organicità, pur colta da vicino, appare al tempo stesso alterata, distorta, quasi contaminata dalla complessità dell’essere che la genera e la comprende.
L’opera riflette sull’idea del corpo come macchina originaria, modello che l’uomo ha storicamente cercato di emulare, simulare, curare, controllare e infine superare. In questa prospettiva, BIAS interroga il rapporto viscerale e cognitivo tra l’essere umano e il proprio organismo, inteso come luogo primario di conoscenza, ma anche come terreno fragile e talvolta pericoloso di esplorazione e verifica del progresso.
Il titolo richiama il concetto di distorsione del giudizio, una condizione che appartiene tanto al pensiero umano quanto ai processi di calcolo artificiali, suggerendo come la frontiera biologica sia oggi strettamente intrecciata anche al campo dell’innovazione tecnica. Tuttavia, nell’opera ogni riferimento esplicito alla tecnologia è volutamente assente: il biologico resta il vero protagonista, proprio nel momento in cui la tecnica tende a imitarne i processi e le forme.
Il senso di caduta che attraversa l’immagine, sospesa tra coscienza e abbandono, diventa così metafora dell’inclinazione dell’uomo alla sopraffazione e al pregiudizio intellettuale nei confronti della complessità e dell’armonia naturale.
La ricerca visiva dell’artista si sviluppa tra dimensione fisica e immateriale, attraverso pittura, disegno, immagine animata e ricerca iconografica. Il segno grafico rappresenta un elemento centrale del lavoro, sia come strumento di indagine sia come parte integrante della costruzione dell’immagine.
Stratificazione, movimento e decostruzione diventano modalità attraverso cui dare forma a emozioni complesse e riflettere sul rapporto tra corpo, identità e percezione. L’artista indaga i confini dell’anatomia e della realtà, mettendo in relazione il corpo umano con l’ambiente, la trasformazione e il desiderio di superare i propri limiti.
Particolare attenzione è dedicata alle forme organiche e simboliche e alla possibilità di fondere anatomie e corpi differenti. Il corpo non viene osservato in modo puramente descrittivo, ma come una struttura mutevole, capace di trasformarsi e di generare nuove associazioni visive.
Negli ultimi lavori, la ricerca si concentra soprattutto sulla conchiglia, intesa come piccola architettura naturale, forma archetipica e metafora del corpo. La spirale, la madreperla, i rilievi e le proporzioni diventano elementi attraverso cui riflettere sul legame profondo tra essere umano e natura, tra interiorità e mondo esterno.
La conchiglia è inoltre legata al concetto di coclea, richiamando contemporaneamente la forma spiraliforme naturale e l’organo dell’udito. Diventa così un elemento di connessione tra esperienza sensibile, percezione e immaginazione.
Nel lavoro dell’artista assume quindi una valenza simbolica più ampia: può essere rifugio, forma generativa, mistero e trasformazione, un’immagine capace di attraversare il tempo e di tornare con significati sempre nuovi. Una forma naturale attraverso cui interrogare il corpo, l’identità e il rapporto tra essere umano e natura.
BIOGRAFIA
Olga Lepri (1997), cresce a Bruxelles dove consegue il diploma di Baccalaureato alla Scuola Europea nel 2015. Nel 2021 completa il ciclo accademico magistrale e specialistico in Pittura e Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia e, nel 2022, consegue un Master in Curatela e Gestione dell’Arte presso la Luiss Business School di Roma. Attualmente vive e lavora nel suo studio in Umbria.
Nel 2017 la sua animazione pittorica VISITOR vince il Premio Mascha Starec nell’ambito delle Giornate Animate di Venezia. Nel 2023 è finalista al Premio Combat e ottiene l’opportunità di una residenza artistica presso Paratissima Factory di Torino. Nel 2026 è finalista del premio internazionale CREA OPEN di Venezia, ricevendo una Menzione Speciale per la qualità della ricerca artistica.
Nel 2026 presenta il progetto personale Olga Lepri. Conchiglie. Corpi mirabili. I suoi lavori sono inoltre protagonisti delle collettive Préludes o della forma in-attesa, Apparizioni. Il sogno dell’Infinità e Aldilà Sarà, quest’ultima presso Spazio Berlendis.
Nel 2024 presenta le mostre personali Etereo, presso il Museo Archeologico di Calatia (CE), a cura di Maria Giuseppa De Filippo, e Risvegli, a Foligno (PG), a cura di Valeria Cirone.
Tra le principali mostre collettive figurano Mystica Visio. San Francesco, Jacopone e le arti, a cura di Massimo Mattioli, a Todi; Aldilà Sarà, presso Spazio Berlendis; Apparizioni. Il sogno dell’Infinità e la tripersonale al femminile Préludes o della forma in-attesa; Le Diable au Corps (2024), a cura di Daniele Capra e Massimo Mattioli; Aere (2024), nell’ambito della rassegna Isola Prossima presso il Museo della Penna di Perugia, a cura di Massimo Mattioli; Linee D’Umbria 2 (2024), alla Rocca di Umbertide – Centro d’Arte Contemporanea, a cura di Giorgio Bonomi e Sofia Codini.
Nel 2023 partecipa inoltre a Première, progetto curato da Luca Beatrice che riunisce nove artisti rappresentativi della pittura emergente italiana presso E.A.H. – Eataly Art House di Verona in occasione di ArtVerona; alla mostra Infra-ordinario contemporaneo, a cura di Valeria Cirone e Valentina Coppola, nell’ambito di Paratissima 2023; e alla collettiva Equivoci, presso Galleria Gare 82, a cura di Paola Rivetta e Federica Picco.
Nel 2020 prende parte alla collettiva Arcipelago Aperto presso i Magazzini del Sale di Venezia, curata da Miguel Mollol, Julia Terzano, Martina Cavallarin e Daniele Capra.
Parallelamente alla pratica artistica, Olga Lepri ha collaborato con la rivista americana The Brooklyn Rail e con la galleria francese Galerie Nathalie Obadia a Bruxelles. Ha inoltre collaborato alla didattica del corso di Anatomia Artistica del professor Mauro Zocchetta presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia.
È inoltre previsto un prossimo progetto espositivo personale presso gli uffici Fideuram – Intesa Sanpaolo di Foligno.