John DoeJohn DoeArtwork Title, 2023Artwork Title, 2023Jane SmithJane Smith
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2026
Prezzo su richiesta
Pigmento, gomma arabica su carta.
20 × 16 cm (7,8 × 6,24 in)
Unica
Nei lavori su carta di Nina Akhobadze, la materia diventa uno spazio di esplorazione intima e silenziosa. La superficie cartacea accoglie segni, stratificazioni e tracce che sembrano emergere da un processo spontaneo, nel quale gesto e materia si incontrano.
La fragilità della carta contrasta con la forza del segno, creando un equilibrio tra presenza e assenza, ordine e imprevedibilità. Ogni intervento conserva la memoria del gesto e rende visibile un processo in continua trasformazione.
La carta non è soltanto un supporto, ma diventa parte integrante dell'opera: una superficie da attraversare, modificare e ascoltare. Attraverso questo rapporto diretto con il materiale, Akhobadze costruisce immagini aperte, capaci di suggerire sensazioni e associazioni senza definirle completamente
Testo per candidatura Luca premio disegno Galliani
Nella ricerca di Luca Rizzi emerge una particolare attenzione alla costruzione di immagini sospese, capaci di muoversi tra dimensione quotidiana, immaginario e tensione narrativa.
In quest’opera, un bambino dorme mentre, al di là della finestra, un animale lo osserva e sembra vegliare su di lui. La finestra diventa una soglia tra interno ed esterno, tra la dimensione protetta del sonno e ciò che appartiene al mondo dell’osservazione e dell’immaginazione.
È proprio in questa ambivalenza che si riconosce un aspetto significativo della ricerca di Rizzi: la capacità di costruire immagini che non esauriscono il proprio significato nella rappresentazione, ma invitano lo spettatore a completarne la narrazione. Il rapporto tra la figura umana e l’animale diventa così un’immagine aperta, nella quale silenzio, presenza e mistero convivono.
L’opera testimonia una ricerca giovane orientata verso una dimensione narrativa e simbolica, nella quale il disegno non è soltanto strumento di rappresentazione, ma uno spazio in cui costruire atmosfere, interrogativi e possibilità di racconto. La semplicità della scena lascia emergere una tensione sottile, affidando allo sguardo dello spettatore la possibilità di interpretare ciò che accade oltre l’immagine.
Nina Akhobadze (Samtredia, Georgia, 1997) vive e lavora a Vienna. Dal 2023 è iscritta al Master in Pittura presso la University of Art and Design Linz, sotto la guida della Prof.ssa Anne Speier. Dal 2015 al 2019 ha studiato presso la Tbilisi State Academy of Arts, conseguendo il Bachelor of Fine Arts, con il Prof. Oleg Timchenko.
La sua ricerca si concentra prevalentemente sulla pittura a olio su grandi tele, attraverso un processo intuitivo in cui colore, materia e stratificazione costruiscono superfici in continua trasformazione. Il suo lavoro si muove tra astrazione, memoria e percezione, traducendo esperienze interiori e tracce mnemoniche in spazi pittorici aperti e dinamici.Cresciuta nella Georgia post-sovietica durante i primi anni dell'indipendenza, Akhobadze esplora nella sua pratica le condizioni di transizione, movimento e instabilità che hanno segnato la sua esperienza. Le sue opere diventano così forme visive di pensiero e memoria, in cui il gesto pittorico registra un processo mai completamente concluso.
Tra le principali esposizioni recenti: le personali it takes space, Galerie Roberta Keil, Vienna (2025), e added.appended.foreign., Window Project, Tbilisi (2025–2026); ha inoltre partecipato a NADA Villa Warsaw (2025), Vienna Contemporary (2024), Schlossmuseum Linz (2024) e Tbilisi Art Fair (2024).
Da settembre 2026 è rappresentata in Italia da Red Lab gallery.