John DoeJohn DoeArtwork Title, 2023Artwork Title, 2023Jane SmithJane Smith
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2026
Prezzo su richiesta
Olio su tela
130 × 105 cm (50,7 × 40,95 in)
Unica
La pittura di Nina Akhobadze nasce da un processo fisico e intuitivo in cui colore, gesto e materia costruiscono progressivamente uno spazio senza riferimenti figurativi. In quest'opera, campi cromatici differenti si sovrappongono e si interrompono, generando una superficie in continua trasformazione, dove equilibrio e instabilità convivono.
La composizione non rappresenta un luogo o un soggetto riconoscibile, ma registra il tempo delle decisioni pittoriche: ogni strato conserva la traccia di ciò che lo ha preceduto, mentre il gesto successivo modifica e ridefinisce quello precedente. La pittura diventa così uno spazio di esperienza, nel quale percezione, memoria e presenza fisica si incontrano.
In questo senso, l'opera interpreta il presente non attraverso una narrazione esplicita, ma attraverso una pittura stratificata, mobile e in continua ridefinizione. L'astrazione si configura come un dispositivo percettivo capace di mettere in tensione memoria e presenza, visibile e immaginato. Il paesaggio emerge così come una soglia: non luogo da rappresentare, ma campo di esperienza in cui la realtà si ricompone attraverso il gesto, il colore e la memoria.
Nina Akhobadze (Samtredia, Georgia, 1997) vive e lavora a Vienna. Dal 2023 è iscritta al Master in Pittura presso la University of Art and Design Linz, sotto la guida della Prof.ssa Anne Speier. Dal 2015 al 2019 ha studiato presso la Tbilisi State Academy of Arts, conseguendo il Bachelor of Fine Arts, con il Prof. Oleg Timchenko.
La sua ricerca si concentra prevalentemente sulla pittura a olio su grandi tele, attraverso un processo intuitivo in cui colore, materia e stratificazione costruiscono superfici in continua trasformazione. Il suo lavoro si muove tra astrazione, memoria e percezione, traducendo esperienze interiori e tracce mnemoniche in spazi pittorici aperti e dinamici.Cresciuta nella Georgia post-sovietica durante i primi anni dell'indipendenza, Akhobadze esplora nella sua pratica le condizioni di transizione, movimento e instabilità che hanno segnato la sua esperienza. Le sue opere diventano così forme visive di pensiero e memoria, in cui il gesto pittorico registra un processo mai completamente concluso.
Tra le principali esposizioni recenti: le personali it takes space, Galerie Roberta Keil, Vienna (2025), e added.appended.foreign., Window Project, Tbilisi (2025–2026); ha inoltre partecipato a NADA Villa Warsaw (2025), Vienna Contemporary (2024), Schlossmuseum Linz (2024) e Tbilisi Art Fair (2024).
Da settembre 2026 è rappresentata in Italia da Red Lab gallery.