John DoeJohn DoeArtwork Title, 2023Artwork Title, 2023Jane SmithJane Smith
$1,000$1,000

2026
2800,00 € + IVA
pastelli su carta
30,5 × 19,05 cm (11,895 × 7,43 in)
in basso a destra
opera unica
Entrare nell’opera Tempest di Vickie Vainionpää significa trovarla già che si riversa verso di te: una linea che accelera, torna indietro, si assottiglia fino a diventare un filamento e poi si riversa a fiotti. Il colore arriva in ondate di ocra e ruggine. Il blu taglia con freddezza le foschie di bianco. Le forme si contorcono e si annodano, si gonfiano di volume prima di assottigliarsi fino a svanire nel nulla. Ogni forma tira contro le altre, incrociandosi dove si incontrano.
Le composizioni di Vainionpää nascono nella realtà virtuale, con il corpo che si muove nello spazio tridimensionale, disegnando nell’aria. Da lì l’opera attraversa strati di texturing e filtraggio digitale prima di arrivare come pastello e olio su tela. Ciò che appare selvaggio, il suo slancio tempestoso, è meticolosamente orchestrato. Le linee si moltiplicano, i colori divampano e si frammentano, le forme si gonfiano e si assottigliano. Questi movimenti appartengono agli stessi sistemi di cui i dipinti registrano lo slancio accelerante. Le forze che queste opere racchiudono non sono qualcosa da osservare da lontano; esse formano l’atmosfera attraverso la quale i loro segni si muovono e prendono forma.
Il tumulto che questi dipinti trasportano e il titolo che recano richiamano un altro: la tempesta di Shakespeare, evocata deliberatamente, un mondo capovolto e provvisoriamente rimesso a posto. Ha scritto Prospero come un uomo sicuro del proprio controllo, certo che la tempesta che scatena gli obbedirà. E così è, finché non lo è più: ciò che viene evocato supera la mano che lo evoca. La Tempesta di Shakespeare passa dallo sconvolgimento all’umiltà, e Vainionpää si muove con essa, trovando in essa ciò che il momento presente ci chiede.
Vickie Vainionpää realizza dipinti che integrano la logica della macchina con la mano dell’artista. Avvalendosi di tecnologie generative e indossabili — tra cui algoritmi, sistemi di tracciamento oculare e di realtà virtuale — crea forme e composizioni che vengono poi tradotte in dipinti su tela realizzati con tecniche tradizionali. Muovendosi tra ambienti digitali e fisici, il suo lavoro riflette le condizioni della percezione contemporanea, in cui l’esperienza è sempre più mediata da schermi, software e spazi virtuali. Forme tubolari contorte, pennellate sfumate e morbide gradazioni di colore danno vita ad astrazioni che mettono in primo piano il rapporto in continua evoluzione tra il corpo umano e la tecnologia digitale.
Vainionpää ha partecipato a mostre presso The X Museum (Pechino, Cina), la Galerie Perrotin (New York, USA) e The Margulies Warehouse (Miami, USA). Tra le recenti mostre personali figurano «Metamorphoses» presso il sito storico del Museo Belvedere di San Leucio (Caserta, Italia); «Software» presso The Hole (New York, USA) e una presentazione personale alla NADA (Miami, USA). Nel 2026 allestirà la sua prima mostra istituzionale, «Soft Logic», presso il Gainesboro Modern Museum of Art (Tennessee, USA). Nel 2026 frequenterà inoltre la Skowhegan School of Painting and Sculpture (Maine, USA).