John DoeJohn DoeArtwork Title, 2023Artwork Title, 2023Jane SmithJane Smith
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2026
1200,00 € + IVA
Pastelli ad olio su carta
40 × 40 cm (15,6 × 15,6 in)
Una schiena occupa l'intero campo visivo. Il volto è sottratto, l'identità sospesa: resta un corpo visto di spalle. Il titolo, La tua schiena, sposta però l'attenzione dal soggetto a chi guarda. Quel «tua» introduce una relazione, una prossimità: è la schiena di qualcuno che si conosce, che forse si è osservato a lungo, e che ora si offre allo sguardo nella sua parte più esposta e vulnerabile.
Su un fondo grigio-blu, freddo e quasi minerale, la figura emerge da ampie stesure di colore terracotta e pesca, accostate in direzioni diverse, a tratti graffiate, a tratti lasciate scivolare. La grana del pastello a olio, cremosa e insieme resistente, conserva il gesto della mano dell'artista. La pelle è materia prima ancora che carne: i segni ne seguono pieghe e tensioni e la trasformano, allo stesso tempo, in una superficie da attraversare, quasi fosse un terreno.
Su questa superficie si dispongono piccoli elementi bianchi, rotondi, addensati di colore. Non è possibile stabilire con certezza che cosa siano: boccioli sul punto di aprirsi, perle posate sulla pelle, cicatrici in rilievo o escrescenze. Ciò che sembra emergere dal corpo potrebbe, però, anche esservi appoggiato dall'esterno; ciò che appare come ornamento può leggersi, un attimo dopo, come ferita o mutazione.
Nel lavoro di Galiotto la schiena diventa superficie, paesaggio, organismo; il corpo umano si fa territorio, mentre il paesaggio torna a essere corpo. Non è più soltanto una figura da osservare, ma un luogo attraversato da processi che restano volutamente indecifrabili.
Il lavoro nasce durante la residenza dell'artista in Kazakistan, esperienza che introduce nei suoi lavori il senso di uno spazio vasto e aperto, dove la relazione tra corpo e luogo si fa particolarmente sensibile. Il corpo non è qui un soggetto da identificare, ma un luogo in cui qualcosa accade: è intimità e paesaggio, superficie che accoglie e insieme genera.
Agnese Galiotto (Chiampo, 1996) è pittrice e filmmaker. Si è diplomata all'Accademia di Belle Arti di Brera e alla Städelschule – Hochschule für Bildende Künste di Francoforte.
La sua pratica unisce l'antica tecnica dell'affresco al cinema. Entrambi i mezzi sono strumenti che le permettono di sviluppare storie e di elaborare installazioni che dialogano con lo spazio espositivo. La sua ricerca esplora il suo rapporto con i compagni più stretti, famiglia, amici, animali, in relazione allo scorrere del tempo.
Le sue opere sono state esposte presso GAMeC – Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, Fondazione II Lazzaretto Milano, Kumho Museum of Arts Seoul, Jeju Biennial, Frankfurter Kunstverein, Kunsthal Gent, Palmengarten Frankfurt, BFI SouthBank London. Ha partecipato alla residenza d'arte Dolomiti Contemporanee, al programma di residenza per artisti Gapado AiR (Corea del Sud) e al programma Wonderful! Art Research al Museo Novecento di Firenze.