John DoeJohn DoeArtwork Title, 2023Artwork Title, 2023Jane SmithJane Smith
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1959
Prezzo su richiesta
tecnica mista su carta intelata
46 × 35 cm (17,94 × 13,65 in)
Paolo Masi inizia il suo percorso artistico partecipando a collettive e gruppi nell'ambito fiorentino. I suoi primi lavori sono strettamente legati al periodo dell'informale. A Firenze come in altre città l'informale rappresenta la frattura di continuità storica, un'apertura verso la modernità. Dopo la Seconda guerra mondiale una profonda crisi distrugge la fiducia nell'arte e nei suoi linguaggi. Non solo la bellezza della forma sembra lontana e inutile, ma anche le esperienze delle avanguardie (cubismo, dadaismo) sembrano ormai superate. Inizia così una profonda ricerca da parte degli artisti di nuove strade per esprimersi, diverse da quelle precedenti. Un percorso che riparte dall'individuo, dal rapporto unico, speciale, del pittore con la sua opera. Una caratteristica dell'informale, oltre all'invenzione di nuove tecniche, è l'uso di materiali inediti, considerati dagli artisti i veri protagonisti delle opere. A Firenze l'informale costituisce la partenza di un nuovo gruppo di artisti che trovano appunto in quella stagione accidentata uno spunto di creatività fertile e produttivo. Alla Galleria Numero Paolo Masi espone con Mario Fallani, Riccardo Guarneri, Lanfranco Baldi, con differenti aperture e declinazioni. Per Masi l'informale è l'indice di una totale chiusura al mondo e un'immersione totale nell'inconscio della psiche umana. Masi si esprime di più dilatate stesure, su grandi superfici, cercando nel contrasto dinamico tra zone cupe, ritmi di linee, tratti, ripetizioni, stesure unite di colore timbrico, una sintesi tra il dramma dell'individuo e come si interfaccia all'uomo della società industrializzata. Questo tema si sviluppa in chiave positiva riscoprendo la collettività e nella composizione ritmica sensibilmente variata e mossa l'approccio individuale diventa più propositivo. Nel 1961 troviamo questi suoi lavori esposti alla Galleria Vigna Nuova e il Quadrante di Firenze e alla Galleria il Cenobio di Milano.