John DoeJohn DoeArtwork Title, 2023Artwork Title, 2023Jane SmithJane Smith
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2025
1950,00 €
Tecnica mista con carbone su Jeans Candiani
41 × 68 × 3,5 cm (15,99 × 26,52 × 1,365 in), 3,5 kg (7,716 lb)
Firma sul retro: Alessandra Rovelli
Pezzo unico
I buoni propositi sono gli impegni morali e le intenzioni positive che gli individui perseguono per migliorare la convivenza pacifica ed equilibrata tra gli esseri umani e il pianeta che abitano.
L’impermanenza di questi buoni propositi è qui rappresentata da un iceberg che, sciogliendosi senza fare rumore, si dissolve lentamente nelle profondità del mare.
Il lento e inesorabile disgregarsi del ghiaccio ci ricorda, in un silenzio quasi assordante, quanto sia facile venire meno ai buoni propositi legati alla lotta contro il cambiamento climatico.
Nata a Rivolta d’Adda (CR), dove vive e lavora, trova ispirazione nel continuo confondersi del confine tra cielo e terra e nelle atmosfere rarefatte. Da sempre studia il paesaggio per sentirne i profumi e raccontarne le storie.
Durante la formazione come tecnico ceramista e gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, sviluppa un forte interesse per i materiali e per la loro versatilità, dedicandosi anche alla realizzazione di tele di grandi dimensioni. Fondamentale nella sua ricerca è la componente tattile, ottenuta attraverso la stratificazione di materiali naturali come il carbone, la cenere e la terra brulla.
Dal 2016 la sperimentazione di Rovelli si concentra quasi esclusivamente sulle Life-Box: scatole di cartone sulle quali l’artista applica la tela, conferendo alle opere una terza dimensione. I lavori assumono così dimensioni più contenute, la pennellata si addensa e anche la tavolozza si trasforma, risolvendosi in vibrazioni di colore e di luce.
L’introduzione della scatola non ha una valenza soltanto fisica, ma anche, e soprattutto, concettuale. All’interno di ogni Life-Box, infatti, l’artista inserisce un cartiglio contenente una frase o una breve poesia scritta da lei e ispirata al significato simbolico attribuito al paesaggio dipinto.
Il messaggio, inaccessibile allo spettatore, dà così origine a una forma di comunicazione muta e misteriosa tra l’artista e il fruitore. Quest’ultimo è invitato a immaginare una propria frase, ispirata alle sensazioni suscitate dall’osservazione dell’opera.