John DoeJohn DoeArtwork Title, 2023Artwork Title, 2023Jane SmithJane Smith
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2026
2400,00 €
Acrilico, inchiosto e-sumi, cera e pittura ad olio su tela
100,5 × 90,5 cm (39,195 × 35,295 in)
Nella luce sospesa di un paesaggio roccioso si erge una grande conchiglia. Dalla sua ombra emergono figure umane impegnate a sostenerla e trasportarla, in una scena che richiama insieme il pellegrinaggio, la processione e la migrazione.
L’analogia anatomica tra il corpo umano e la forma della conchiglia rafforza il legame tra corpo e natura, mettendone in evidenza la continuità delle forme. La conchiglia diventa così una presenza persistente, simile a un’immagine che rimane impressa sulla retina: un elemento che riaffiora ciclicamente in un presente senza fine.
Assumendo quasi la dimensione di un iperoggetto, la conchiglia supera la misura umana e mette in discussione una visione esclusivamente antropocentrica del mondo.
Aperta a molteplici interpretazioni, l’opera appartiene a una recente ricerca dell’artista dedicata all’iconografia e al significato della conchiglia. Il lavoro si inserisce inoltre nell’ambito della pittura figurativa contemporanea, affrontando temi legati al corpo, all’identità, alla propriocezione e al rapporto con l’ambiente.
Nota espositiva L’opera è stata esposta come finalista alla mostra del premio CREA OPEN Venice 2026.
La ricerca visiva dell’artista si sviluppa tra dimensione fisica e immateriale, attraverso pittura, disegno, immagine animata e ricerca iconografica. Il segno grafico rappresenta un elemento centrale del lavoro, sia come strumento di indagine sia come parte integrante della costruzione dell’immagine.
Stratificazione, movimento e decostruzione diventano modalità attraverso cui dare forma a emozioni complesse e riflettere sul rapporto tra corpo, identità e percezione. L’artista indaga i confini dell’anatomia e della realtà, mettendo in relazione il corpo umano con l’ambiente, la trasformazione e il desiderio di superare i propri limiti.
Particolare attenzione è dedicata alle forme organiche e simboliche e alla possibilità di fondere anatomie e corpi differenti. Il corpo non viene osservato in modo puramente descrittivo, ma come una struttura mutevole, capace di trasformarsi e di generare nuove associazioni visive.
Negli ultimi lavori, la ricerca si concentra soprattutto sulla conchiglia, intesa come piccola architettura naturale, forma archetipica e metafora del corpo. La spirale, la madreperla, i rilievi e le proporzioni diventano elementi attraverso cui riflettere sul legame profondo tra essere umano e natura, tra interiorità e mondo esterno.
La conchiglia è inoltre legata al concetto di coclea, richiamando contemporaneamente la forma spiraliforme naturale e l’organo dell’udito. Diventa così un elemento di connessione tra esperienza sensibile, percezione e immaginazione.
Nel lavoro dell’artista assume quindi una valenza simbolica più ampia: può essere rifugio, forma generativa, mistero e trasformazione, un’immagine capace di attraversare il tempo e di tornare con significati sempre nuovi. Una forma naturale attraverso cui interrogare il corpo, l’identità e il rapporto tra essere umano e natura.
BIOGRAFIA
Olga Lepri (1997), cresce a Bruxelles dove consegue il diploma di Baccalaureato alla Scuola Europea nel 2015. Nel 2021 completa il ciclo accademico magistrale e specialistico in Pittura e Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia e, nel 2022, consegue un Master in Curatela e Gestione dell’Arte presso la Luiss Business School di Roma. Attualmente vive e lavora nel suo studio in Umbria.
Nel 2017 la sua animazione pittorica VISITOR vince il Premio Mascha Starec nell’ambito delle Giornate Animate di Venezia. Nel 2023 è finalista al Premio Combat e ottiene l’opportunità di una residenza artistica presso Paratissima Factory di Torino. Nel 2026 è finalista del premio internazionale CREA OPEN di Venezia, ricevendo una Menzione Speciale per la qualità della ricerca artistica.
Nel 2026 presenta il progetto personale Olga Lepri. Conchiglie. Corpi mirabili. I suoi lavori sono inoltre protagonisti delle collettive Préludes o della forma in-attesa, Apparizioni. Il sogno dell’Infinità e Aldilà Sarà, quest’ultima presso Spazio Berlendis.
Nel 2024 presenta le mostre personali Etereo, presso il Museo Archeologico di Calatia (CE), a cura di Maria Giuseppa De Filippo, e Risvegli, a Foligno (PG), a cura di Valeria Cirone.
Tra le principali mostre collettive figurano Mystica Visio. San Francesco, Jacopone e le arti, a cura di Massimo Mattioli, a Todi; Aldilà Sarà, presso Spazio Berlendis; Apparizioni. Il sogno dell’Infinità e la tripersonale al femminile Préludes o della forma in-attesa; Le Diable au Corps (2024), a cura di Daniele Capra e Massimo Mattioli; Aere (2024), nell’ambito della rassegna Isola Prossima presso il Museo della Penna di Perugia, a cura di Massimo Mattioli; Linee D’Umbria 2 (2024), alla Rocca di Umbertide – Centro d’Arte Contemporanea, a cura di Giorgio Bonomi e Sofia Codini.
Nel 2023 partecipa inoltre a Première, progetto curato da Luca Beatrice che riunisce nove artisti rappresentativi della pittura emergente italiana presso E.A.H. – Eataly Art House di Verona in occasione di ArtVerona; alla mostra Infra-ordinario contemporaneo, a cura di Valeria Cirone e Valentina Coppola, nell’ambito di Paratissima 2023; e alla collettiva Equivoci, presso Galleria Gare 82, a cura di Paola Rivetta e Federica Picco.
Nel 2020 prende parte alla collettiva Arcipelago Aperto presso i Magazzini del Sale di Venezia, curata da Miguel Mollol, Julia Terzano, Martina Cavallarin e Daniele Capra.
Parallelamente alla pratica artistica, Olga Lepri ha collaborato con la rivista americana The Brooklyn Rail e con la galleria francese Galerie Nathalie Obadia a Bruxelles. Ha inoltre collaborato alla didattica del corso di Anatomia Artistica del professor Mauro Zocchetta presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia.
È inoltre previsto un prossimo progetto espositivo personale presso gli uffici Fideuram – Intesa Sanpaolo di Foligno.